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''Power is nothing without control''.
Così recitava lo slogan di Pirelli negli anni '90.
E tu starai pensando: cosa diamine c'entra Carl Lewis in tacchi a spillo rossi, in una campagna pubblicitaria anni '90, per un'azienda di copertoni per automobili, con il mondo della preparazione atletica negli sport di endurance?
C'entra eccome!
Siamo abituati a pensare che sia la potenza a cui svolgiamo una ripetuta la chiave per comprendere che tipo di stimolo stiamo dando al nostro organismo.
In parte questo è indubbiamente vero, ma è solo una piccola parte del mondo che in realtà c'è dietro. Il vero cervello nelle nostre tabelle di allenamento è il TEMPO DI RECUPERO TRA LE RIPETUTE.
Dobbiamo vedere la potenza come il mezzo, il recupero come il navigatore e noi come i piloti.
Praticamente noi siamo a bordo dell'automobile e impostando il navigatore decideremo quale strada imboccare: la via di stimolo del Vo2max (motore aerobico) o la via di stimolo del Vlamax (motore anaerobico).
Eh già!
Ma questo per quale motivo?
Devi sapere che la glicolisi anaerobica è un processo di produzione di energia muscolare (ATP) autolimitante.
??????????
Il prodotto della glicolisi è SEMPRE l'acido lattico che poi viene scomposto in ioni La- e ioni H+. Questi ultimi causano acidosi a livello muscolare dove avviene la glicolisi.
MA! Questo processo vede al suo interno un ''collo di bottiglia'' che consiste nell'intervento dell'enzima fosfofruttochinasi (PFK) e quindi nella fosforilazione del fruttosio-6-fosfato, prodotto della precedente isomerizzazione del glucosio-6-fosfato.
L'enzima PFK è il principale regolatore della glicolisi e, eccoci al succo del discorso, viene inibito dell'acidosi e quindi da un ph basso.
Questo nella pratica cosa vuol dire? Dai che lo hai già capito!!!! Tante parole difficili per esprimere un concetto tanto semplice!
Se una ripetuta la svolgiamo ad una potenza decisamente sopra soglia anaerobica e con un'intervento del Vlamax elevato, avremo un accumulo importante di acido lattico con conseguente riduzione graduale dell'intervento del motore glicolitico per inibizione dell'enzima PFK.
Ed è qui che arriva la decisione su quale strada intraprendere!
Vogliamo mantenere o aumentare il Vlamax? Allora dovremo tenere un ampio tempo di recupero in modo da ripristinare il ph sanguigno e mantenere importante l'intervento del motore anaerobico. In questo modo daremo un importante stimolo alle fibre veloci glicolitiche con aumento dell'esplosività e delle prestazioni di breve durata (ottimo nelle gare a circuito)
Vogliamo abbassare il Vlamax, puntando tutto su un miglioramento del lactate-ceiling e quindi del VO2max?
Bene, importante sarà precedere con recuperi incompleti approcciando le ripetute successive con ph ancora basso, arginando così l'intervento del metabolismo anaerobico. Diventeremo così atleti più resistenti!
Quindi si capisce come la scelta della potenza da somministrare nelle ripetute sia solo una parte della programmazione degli allenamenti, quasi senza significato... questo viene dato dal recupero!
La chiave per migliorare non è sapere quanti watt puoi spingere, ma sapere perchè li spingi e soprattutto come li esprimi.