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Allenare il VO2max è utile a tutti i ciclisti o comunque a tutti gli sportivi di endurance e non solo.
Aumentare la cilindrata del motore aerobico fa gola a tutti perchè a cascata ci rende più resistenti, ci fa recuperare prima e semplicemente aumentando tutti i markers della prestazione aerobica (soglie lattacide/ventilatorie) ci fa andare più forte!
Negli ultimi anni dunque sono usciti moltissimi studi riguardo la metodologia migliore per arrivare allo scopo di aumentare questo parametro. Tutti sono concordi su due concetti chiave:
-i lavori sopra CP/Soglia anaerobica sono decisamente efficienti in termini di tempo
-è fondamentale passare quanto più tempo possibile ad una alta frazione di utilizzo del VO2max, appunto (circa il 90%).
Da qui nascono gli intermittenti 30/15 di Ronnestadt, gli intervalli lunghi a lunghezza decrescente ed infine gli intermittenti con pre-carico in modo da eliminare il lag iniziale tipico di queste esercitazioni.
Ma dai due punti precedenti nascono non solo gli allenamenti scritti qui sopra, ma anche tanta confusione su come arrivare a questo fine.
Molti ciclisti e anche molti allenatori erroneamente cosa fanno? Semplicemente pensando che se allenarsi sopra la CP sia un mezzo importante per ottenere risultati, stimano l'efficacia del loro allenamento in base alla quantità di tempo passata sopra CP o in base alla quantità di lavoro svolta sopra questa soglia!
Attenzione, sono indubbiamente delle metriche interessanti ad esempio per valutare la forma e/o avere un rapido feedback su eventuali miglioramenti raggiunti, ma NON SONO DETERMINANTI LA QUANTITA' DI LAVORO SVOLTO AL 90% DEL MASSIMO CONSUMO DI OSSIGENO!!
Come dimostrato dallo studio ''Vaccari et al. 2020'' il lavoro svolto sopra critical power non coincide con il tempo passato ad un'alta frazione di utilizzo del VO2max!
In poche parole la quantità di tempo che noi spendiamo sopra CP è un mezzo per raggiungere uno stimolo adeguato al VO2max ma non è assolutamente una determinante!
Infatti, a determinare la frazione di utilizzo della Vo2max sono: intensità, rapporto fase ON/OFF, intensità del recupero! Per questo motivo se noi in due sedute di allenamento differenti passiamo 12min al 115% della CP, ma in una li raggiungiamo con un 4x3min 115%CP / Rec 3min 50%CP e nell'altra tramite un 12x30s 115%CP/15s 50%CP nel secondo caso essendo il rapporto 2:1 tra on/off l'utilizzo del VO2max non calerà molto durante i 15 secondi e questo consentirà di raggiungere una più alta frazione del massimo consumo di ossigeno rispetto alla prima esercitazione. Questo perchè all'accumularsi della fatica, anche a causa del ''Bottle Neck'' del sistema anaerobico, si crea una sempre maggiore dissociazione tra potenza espressa e consumo di ossigeno!
In conclusione possiamo dire che il tempo trascorso sopra critical power è sicuramente un mezzo per raggiungere il fine di aumentare il massimo consumo d'ossigeno, ma non è assolutamente un marker di avvenuto stimolo!
Decisamente più significativo, come testimoniato da Odden e colleghi, è l'andamento della frequenza cardiaca durante le esercitazioni. Questo perchè più il cuore deve lavorare più è corretto pensare che la richiesta di ossigeno a livello tissutale sia maggiore. Da sola non può essere una metrica affidabile neppure lei essendo che la %FCmax non coincide alla %VO2max (la gittata cardiaca è solo una delle determinanti del consumo di ossigeno), ma può essere sicuramente un parametro da prendere in considerazione per accertarsi di aver lavorato correttamente.
ATTENZIONE! Non sto dicendo di fare le esercitazioni sopra soglia guardando la Fc anzichè la potenza! Nel mentre teniamo d'occhio il mezzo, il carico esterno (la potenza) grazie a cui raggiungeremo una risposta del nostro organismo. Durante l'analisi degli allenamenti controllando che la potenza sia corretta sarà la curva della frequenza cardiaca a dirci se abbiamo lavorato correttamente o se siano necessarie modifiche al protocollo utilizzato.